La città dedica la biblioteca del centro sociale a Salvatore Scarano, giornalista scomparso a 46 anni, pioniere dell’informazione locale
Aveva 46 anni quando morì, nel 1991. Eppure i semi che Salvatore Scarano ha lasciato nel giornalismo locale campano continuano a germogliare. Dopo 35 anni dalla sua scomparsa, la città di Pagani ha riconosciuto in forma pubblica e istituzionale il contributo di un uomo che aveva scelto le parole come strumento di resistenza civile.
Venerdì scorso, la biblioteca del centro sociale di Pagani ha ricevuto il suo nome. Una cerimonia semplice ma carica di significato, nata da un’idea di Giuseppe Barone dell’associazione «No Aids», che si è trasformata in una serata di testimonianze e ricordi collettivi.
Scarano aveva scelto di raccontare un territorio difficile senza voltarsi dall’altra parte. Con meticolosità e coraggio, descrisse la camorra degli anni Ottanta che circuiva la politica con minacce palesi. Dipinse con ironia e satira il potere di una certa classe dirigente. Uno sguardo lucido e spesso scomodo, quello di un giornalista che credeva nel ruolo civile dell’informazione di prossimità.
Umberto Belpedio, redattore del quotidiano Roma con cui Scarano collaborò, ha ricordato la cronaca della barbara uccisione di Antonio Esposito Ferraioli, il sindacalista della Fatme trucidato dalla camorra: un pezzo rigoroso, costruito con quella pazienza e quella precisione che distingueva il suo lavoro. Scarano sperimentò anche il mezzo televisivo quando divenne direttore di Telenuova, allargando ancora il campo della sua presenza nel territorio.

La moglie Antonietta Serino ha portato la voce più intima della serata, ricordando un uomo che non ha mai smesso di credere «nel racconto quotidiano di una comunità». Ha dedicato parole anche alla figlia Nìcola, che non ha mai conosciuto il padre, scomparso quando lei aveva appena quattro mesi.
Il sindaco Lello De Prisco ha sottolineato come «con Salvatore siano cresciute generazioni di giornalisti», che ancora oggi si ispirano alla sua professionalità. Salvatore Campitiello, presidente di Assostampa Valle del Sarno, ha lanciato una proposta concreta: la creazione di un museo dell’informazione intitolato a Scarano, per trasformare la memoria individuale in patrimonio collettivo.
Dopo l’istituzione di un premio giornalistico già negli anni scorsi, l’intitolazione della biblioteca rappresenta il passo più visibile nel percorso di riconoscimento ufficiale. Una città che nomina un luogo del sapere in onore di chi ha fatto della parola uno strumento di verità: forse il modo più coerente per ricordare Salvatore Scarano.


