Il 25 aprile l’evento ideato da Silvio Di Monaco celebra la Festa della Liberazione con la musica elettronica, in ricordo di Silvio Adinolfi
di Nello Ferrigno
C’è un filo invisibile che unisce il 25 aprile 1945 a un dancefloor del 2026. Silvio Di Monaco lo ha trovato, e lo ha trasformato in un evento: Signal from the City, dodici ore di musica elettronica a Nocera Inferiore, distribuite tra due location — la villa comunale in via Solimena e la tenuta Galdieri in via Villanova — con una line-up di dieci dj pronti a raccontare, attraverso il suono, l’energia creativa di un intero territorio.
Un omaggio, prima di tutto

Prima ancora di essere una festa, Signal from the City è un atto d’affetto. L’evento è dedicato a Silvio Adinolfi (Silvester Adiwolf), scomparso prematuramente nell’ottobre del 2024. «Con lui ho sognato la city on fire», ha detto Di Monaco, lasciando trasparire in poche parole il peso di un’assenza e la forza di una visione condivisa che non si è voluta lasciare incompiuta.
Ma il pensiero va anche più lontano: «A tutti quelli con i quali in questi anni ho condiviso bei momenti di musica, e sono tanti», ha tenuto a sottolineare l’organizzatore, trasformando l’evento in una dedica collettiva a chi ha fatto della musica un linguaggio comune.
La scelta del 25 aprile
La data non è casuale, né puramente simbolica. «Il 25 Aprile, simbolo di libertà, della democrazia e dell’unità civile del nostro Paese – ha spiegato Di Monaco – rappresenta il contesto ideale per un’iniziativa che intende unire cultura, libertà di pensiero ed espressione artistica». Una scelta che si fa manifesto: Signal from the City non intende semplicemente commemorare una ricorrenza storica, ma riattualizzarla, darle nuova linfa attraverso il corpo e il ritmo. «Il 25 Aprile non è solo una data storica, bensì è un principio, è una conquista ed è un’energia collettiva. Signal from the City sostiene l’idea che la libertà non va intesa soltanto come memoria ma come pratica viva. Nel 1945 si liberava un Paese. Noi intendiamo celebrare la libertà come spazio creativo, culturale e sociale».

Il dancefloor come spazio democratico
Per Di Monaco, la musica elettronica non è soltanto un genere: è una filosofia. Rappresenta il superamento dei confini geografici, la contaminazione culturale, l’innovazione tecnologica e soprattutto una comunità orizzontale e inclusiva. «Un dancefloor è uno spazio democratico: nessuna gerarchia, nessuna distinzione. Solo corpi, ritmo e condivisione». Una visione che trasforma ogni pista da ballo in un luogo politico nel senso più profondo del termine — uno spazio in cui le differenze si dissolvono e ciò che rimane è l’esperienza condivisa.
La line-up e le location
Per dodici ore consecutive, il suono attraverserà due luoghi della città. Alla villa comunale di via Solimena e alla tenuta Galdieri di via Villanova si alterneranno i dj Antonio Citarella, Antonio Romano, Cosmi Project con lo stesso Di Monaco e Carlo Pacileo, Dave Domenicano, Dodo_Ita, Gaetano Minichini, Gianluca Baz Ramunni, Marcello Fasolino, Nik Tech e Vicky Montefusco: una selezione che intende essere, nelle intenzioni di Di Monaco, «una vera e propria vetrina della città relativa alla musica elettronica», capace di «raccontare all’esterno la vitalità, la competenza e l’energia creativa che caratterizzano il nostro territorio».
Identità, comunità, orgoglio
Signal from the City è, in ultima analisi, una dichiarazione d’identità. L’ambizione è dimostrare che Nocera Inferiore non è solo il luogo da cui si parte, ma un territorio che produce musica, idee e cultura. Un posto che ha qualcosa da dire — e che sceglie di dirlo a tutto volume, il giorno in cui l’Italia celebra sé stessa.


