In Campania la radioterapia oncologica rischia il blocco: la Regione non ha ancora programmato i budget per le strutture convenzionate
In provincia di Salerno sono soltanto tre le strutture sanitarie abilitate a erogare radioterapia oncologica, mentre sull’intero territorio campano se ne contano circa dodici. Un numero limitato che, tuttavia, riesce a coprire almeno il 60% della domanda complessiva, considerando che la rete pubblica può contare su sette centri dedicati. Si tratta di una prestazione che non ammette rinvii: la radioterapia, utilizzata da sola o in combinazione con la chemioterapia, agisce direttamente sulle cellule tumorali ed è per molti pazienti oncologici l’unica reale possibilità di cura. Gran parte di queste terapie viene garantita dai centri convenzionati, che operano su incarico della Regione Campania.
Il nodo dei contratti mai rinnovati
Il problema è che da oltre un anno manca una programmazione regionale aggiornata, e questo sta bloccando la sottoscrizione dei nuovi accordi con le Asl territoriali. Il risultato è una situazione di precarietà che rischia di compromettere la continuità delle cure. A denunciarlo è il Sindacato nazionale radiologi, che chiarisce come, a fine luglio 2026, gli accordi definitivi per l’anno in corso non siano ancora stati firmati. Le strutture, di fatto, continuano a lavorare grazie a una proroga informale calcolata sui volumi di attività del 2025 — dati che, però, già all’epoca risultavano sottostimati rispetto ai reali bisogni assistenziali. Il sindacato è netto: la radioterapia richiede tempi di programmazione certi e rapidi, e senza un intervento immediato il servizio non potrà più essere garantito. L’incontro tenutosi lunedì scorso in Regione non ha prodotto l’accordo sperato, alimentando la preoccupazione degli operatori del settore.
Un equilibrio fragile che potrebbe saltare
Fino ad oggi la collaborazione tra ospedali pubblici e centri convenzionati ha permesso di mantenere tempi di attesa relativamente sostenibili. Ma se l’attività dei centri convenzionati dovesse subire limitazioni, le strutture pubbliche — già al limite della propria capacità — non sarebbero in grado di assorbire l’aumento della domanda.
Categorie in mobilitazione
Per fare il punto sulla vicenda, mercoledì 29 luglio è prevista una conferenza stampa all’Hotel Ramada di Napoli, organizzata dalle associazioni di categoria, che intendono portare all’attenzione pubblica le criticità del sistema. Il tempo, però, stringe: per i pazienti oncologici anche poche settimane di ritardo nell’accesso alle cure possono fare la differenza tra la remissione e una recidiva, tra il controllo della malattia e la comparsa di metastasi.


