L’apertura del Santuario, la processione, le storie, la gente. Le vibrazioni della vita
La processione, la gente e le case, le strade e i balconi, i muri addobbati e i toselli. Tutto questo, e molto altro ancora, è la festa della Madonna delle Galline. In tale contesto rivive il più puro spirito popolare, manifestandosi tra l’odore acre di zolfo dei fuochi d’artificio e quello amaro dei carciofi, sui carboni accesi. Le tammorre e i canti vocazionali, poi, si liberano dietro la Madonna, portata in trionfo da un folto manipolo di uomini. La festa, puntualmente, cade nell’ottava di Pasqua. La tradizione vuole che nel XVI secolo alcune galline, razzolando, portassero alla scoperta di una tavoletta con l’immagine della Madonna del Carmelo. È questo il racconto che i paganesi vanno ripetendo con grande fede da sempre sull’origine della Madonna ribattezzata “delle galline”.
Se piena di attesa è l’apertura del Santuario al venerdì, la celebrazione culmina la domenica, quando la statua della Madonna con bambino è condotta in processione dal mattino alla tarda sera con i volatili (galline, colombe, ecc.) appollaiati sul carro processionale che attraverso le strade e vicoli della città raggiunge i toselli (edicole votive impreziosite da coperte di raso, merletti e stampi in terracotta) allestiti all’interno dei cortili di antichi palazzi, dove si canta e si balla al ritmo della tammurriata. Il tamburo, l’oggetto simbolico che, infine, è deposto dai tammurrari ai piedi della statua della Vergine in segno di omaggio, fungendo da segnale di chiusura della festa.
A Pagani questa ricorrenza celebre a livello nazionale è metafora di memorie familiari, religione, commozione, tradizione, folklore, comunità, polemiche, gioia, lacrime e divertimento… ma soprattutto racconti. I racconti degli anziani che hanno cresciuto generazioni intere nella devozione per la Vergine. È motivo d’attrazione per cultori metropolitani del folk e suonatori della campagna urbanizzata, devoti della religiosità popolare e musicisti laici, studiosi e curiosi della tradizione popolare, riuniti intorno a significati diversi, dove si sovrappongono differenti codici espressivi, linguaggi identitari differenti, con diversi orizzonti simbolici cui non sono estranee dinamiche irrazionali e legate a ritualità della tradizione contadina.
Un vero e proprio cuore palpitante per la città di Pagani, dal quale risuonano le vibrazioni antiche della vita.

