In giro per la città alla scoperta dell’arte dimenticata, i crocifissi eretti dopo la peste del 1656. Ne manca uno per una vicenda oscura
Proseguendo nel nostro appuntamento settimanale alla ricerca e alla riscoperta degli angoli dimenticati di Nocera, ci rendiamo conto che dovremmo rivolgerci alla trasmissione “Chi l’ha visto?” per ritrovare il nostro crocifisso perduto.
Nel 1656, proveniente dalla Spagna, la peste si diffuse a Napoli e interessò quasi tutto il Regno. Il contagio si diffuse anche la zona dell’agro nocerino mietendo innumerevoli vittime, circa il 40% dell’intera popolazione.
Alla fine della pestilenza, i nocerini offrirono vari tributi tra cui alcuni crocifissi lignei, uno a Piedimonte, un altro a Merichi. Un terzo fu eretto all’esterno palazzo Ferrajoli che fa angolo tra corso Vittorio Emanuele e via san Matteo. Mentre i primi due sono rimasti al loro posto e soggetti alla devozione popolare, del terzo ne rimane solo lo stipite con una forma marmorea.

Come scrive il Risorgimento Nocerino in un articolo del 16 maggio del 2015, dopo il terremoto del 1980 la statua lignea fu portata a casa di una famiglia nocerina per preservarla dai danni e dalla ristrutturazione del palazzo che fu reso pericolante dalla violenza delle scosse telluriche. Ma quando si cercò, dopo il restauro di recuperare il crocifisso, la famiglia che l’aveva custodito, si oppose rivendicandone la proprietà. A quale titolo, al momento, non si sa. Riusciremo a vedere il crocifisso là dove il popolo nocerino lo offrì al Signore?
Marisa Croce


