Il vescovo Giudice dona 4mila mascherine al personale sanitario degli ospedali dell’Agro nocerino. E la spesa alle famiglie in difficoltà
“Sospinti dalla carità dobbiamo trovare il modo, con tutte le precauzioni possibili, per stare più vicini alla nostra gente” sono le parole del vescovo Giuseppe Giudice nell’annunciare la donazione di quattromila mascherine agli ospedali dell’Agro nocerino sarnese. La diocesi Nocera-Sarno, attraverso l’operato della Caritas diocesana, cerca di essere ancora presente, nelle avversità del tempo, vicina alla sua comunità. “Siamo sulla stessa barca, dobbiamo remare insieme” le parole dette da papa Francesco, durante l’omelia prima della benedizione Urbi et Orbi rivolta al mondo intero, in una deserta e bagnata piazza San Pietro.

“Stare vicini con la preghiera – ha detto il vescovo -, con i messaggi, con le telefonate; ma, pur restando a casa, anche con gesti sempre più solidali e concreti. E’ il tempo della Carità”. La diocesi ha offerto, come segno di condivisione, 4.000 mascherine agli ospedali dell’Agro nocerino sarnese e ad altri centri, che saranno distribuite nei prossimi giorni.
L’emergenza che stiamo vivendo, la quarantena all’interno delle nostre case, porta a vivere un periodo davvero complicato. Un problema che arreca innumerevoli preoccupazioni e paure per coloro che vivevano alla giornata, coloro i quali che non hanno un reddito sicuro e che ora iniziano ad avvertire difficoltà economiche. Le risorse scarseggiano e c’è da fare la spesa, le bollette da pagare.
La Caritas diocesana dà il suo contributo. “Vogliamo – ha continuato il presule -, attraverso il magazzino della carità e le opere segno che continuano, sostenuti dalla Caritas italiana, essere vicini alle nostre parrocchie anche con l’invio di generi alimentari per le famiglie in disagio. Chiedo ai parroci e ai superiori delle case religiose di attivare, attraverso operatori della Caritas attenti e prudenti, un servizio per monitorare i bisogni delle parrocchie. In questo tempo di smarrimento, operiamo per far sì che le nostre parrocchie, pur mantenendo le disposizioni dei vari decreti emanati, diventino sempre più centri operativi per distribuire la carità”.

