Dodici ore di consiglio comunale per approvare il Puc di Castel San Giorgio atteso da 41 anni. Lanzara “missione compiuta”

Nell’Esodo il popolo ebraico ha vagato 40 anni per giungere alla terra promessa. Castel San Giorgio ne ha impiegati quarantuno per approvare il Puc, il Piano urbanistico comunale. Ieri il consiglio comunale, ricco di colpi di scena e prese di posizione, è durato 12 ore. “Ora si provvederà – ha detto il sindaco Paola Lanzara – a riorganizzare l’assetto del territorio con una adeguata pianificazione. Un lavoro partito con l’intento di valorizzare quanto di buono era stato iniziato dalla precedente amministrazione Longanella e di non perdere il buon lavoro di sviluppo e idee proposte dal compianto ingegnere Michele Perone”. “Insomma abbiamo ora uno strumento utile per la rinascita della nostra cittadina”, ha sottolineato il sindaco.
Diversi gli interventi previsti dal Piano: nuovi alloggi di edilizia residenziale sociale; potenziamento degli edifici scolastici e dei parcheggi; recupero del patrimonio esistente, del verde, aree attrezzate e spazi per lo sport. Il tutto senza tralasciare l’aspetto green e la sostenibilità ambientale. “Abbiamo operato – ha detto il sindaco – con l’intento di recuperare e potenziare il territorio, il tutto con un consumo di suolo ridotto al minimo”.

Prima del voto il consigliere comunale di opposizione Andrea Donato ha abbandonato l’aula. Non aveva mai nascosto le sue critiche al Puc. Antonino Coppola ha annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica.
Anche il circolo “Francesco Di Pace” di Legambiente ha mosso critiche allo strumento di pianificazione urbanistica chiedendo il rinvio del consiglio comunale perchè il lockdown ha impedito alle associazioni e ai cittadini di confrontarsi. Gli ambientalisti parlano di oltre un milione di metri quadrati sottratti all’agricoltura e all’ambiente con fabbricati altri fino a quasi 20 metri.

