La città capoluogo resta al sindaco legato a De Luca “successo straordinario, si conferma il modello Salerno”
Prende colpi, ma non barcolla. Perde supporti, ma tiene saldo l’equilibrio. E non cade. Tutt’altro. Vincenzo Napoli si riconferma sindaco di Salerno al primo turno, dando al Pd il sindaco della città capoluogo e a Salerno l’ennesima amministrazione targata Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione Campania definisce «straordinario» il risultato ottenuto dal suo successore ed ex capo staff.
I dati parziali, però, assegnano meno del 60% dei consensi a Napoli, che lascia per strada oltre dieci punti percentuali rispetto al bulgaro 70,5% con cui fu incoronato alle elezioni del 2016. Resta comunque la sconfitta pesante e inattesa per i suoi diretti competitor. Sia Michele Sarno, l’avvocato intorno al quale si erano coalizzati i partiti di centrodestra, sia Elisabetta Barone, la dirigente scolastica sulla quale avevano puntato tutto il M5S e le anime antideluchiane del centrosinistra, erano convinti di riuscire a trascinare al ballottaggio il sindaco uscente, per poi batterlo in nome di grandi alleanze e mettere fine al trentennio deluchiano. Ma tant’è. A scegliere il sindaco sono stati il 63,19% degli elettori. A tanto si ferma l’affluenza alle urne, più bassa di circa 5 punti rispetto a cinque anni fa.
«Ha vinto il progetto Salerno, un progetto che viene da lontano e che guarda al futuro. Abbiamo condotto una campagna elettorale con determinazione e limpidezza». Così Napoli, sostenuto da assessori e consiglieri regionali del Pd, commenta i risultati parziali. E si toglie un po’ di sassolini dalle scarpe attaccando i rivali: «La cosa desolante è che ci siamo dovuti confrontare con il nulla. L’unico loro obiettivo era smantellare la guida di questa città».


