Gloria, declino e rinascita di un partito che ha segnato la storia della politica italiana, il socialismo 4.0 visto da Bobo Craxi
di Gerardo Jr Maccauro
Sono trascorsi quasi quarant’anni da quando Bettino Craxi divenne Presidente del Consiglio dei ministri, portando per la prima, ed anche ultima, volta il Partito Socialista e il socialismo a Palazzo Chigi, ma quel desiderio di progresso e libertà manifestato dagli italiani votanti continua a riscaldare il cuore di molti.
Lo racconta Bobo Craxi, iscritto al partito che tanto deve alla sua famiglia, nel corso di una diretta tenuta sui suoi canali social nella quale ha analizzato la situazione politica nazionale e non, partendo dalla proposta del Partito Democratico di includere il Movimento Cinque Stelle nel gruppo parlamentare europeo del centro – sinistra.
È poco probabile un’alleanza tra i socialisti ed i pentastellati, secondo Craxi, che accusa questi ultimi di trasformismo ed opportunismo politico sia in Italia che in Europa. L’esponente socialista rivela poi le sue aspettative sulle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica, dando quasi per certa una riconferma dell’uscente Sergio Mattarella che, al contrario, ha più volte ribadito la sua necessità di ritirarsi dalla scena politica italiana e di riposare dopo una carriera lunga come la sua.
In conclusione Craxi ha fatto una breve considerazione sul politicamente corretto, accennando ai nuovi suggerimenti europei sull’uso di termini riconducibili a credi religiosi nelle comunicazioni istituzionali e ritenendo che sia giusto essere inclusivi, non oltrepassando tuttavia alcuni limiti.


