Azione denuncia ritardi nei servizi sociali a Nocera Inferiore: assistenza domiciliare, centri estivi e Piano di Zona nel mirino
Il Direttivo cittadino di Azione Nocera Inferiore punta il dito contro la gestione del Piano di Zona dell’Ambito S01_1, con Nocera Inferiore Comune capofila, denunciando ritardi e criticità che, secondo il movimento politico, stanno compromettendo l’efficacia dei servizi sociali destinati alle fasce più fragili della popolazione.
Nel mirino finiscono in particolare l’assistenza domiciliare, definita «bloccata» nonostante rappresenti un servizio essenziale per anziani e persone non autosufficienti, e i centri estivi, che – sostiene Azione – non sarebbero stati avviati nei tempi utili, creando disagi alle famiglie alle prese con la chiusura delle scuole.
Il movimento esprime inoltre perplessità sulla gestione del Centro Antiviolenza, chiedendo chiarimenti sulla proroga del servizio senza la pubblicazione di un nuovo bando. «La continuità è fondamentale, ma non può sostituire trasparenza e correttezza amministrativa», si legge nella nota. Secondo Azione, il Piano di Zona di Nocera Inferiore sarebbe l’unico in Campania a registrare un simile ritardo nell’attivazione dei servizi, mentre negli altri ambiti territoriali le attività sarebbero già partite da mesi.
Gli asili nido
Le critiche si estendono anche ai ricorsi persi dal Comune sulle gare relative agli asili nido, che avrebbero comportato spese legali a carico dell’ente. Per il Direttivo cittadino, tali episodi sarebbero il sintomo di una gestione amministrativa in difficoltà. Nella nota viene inoltre richiamata la situazione del settore Servizi sociali, rimasto, secondo Azione, privo di una guida stabile dopo le dimissioni della dirigente che aveva lasciato l’incarico dopo appena sei mesi. Il movimento attribuisce al sindaco anche la responsabilità politica di non aver assicurato continuità amministrativa attraverso un incarico a tempo indeterminato in un settore considerato strategico.
Azione chiede infine all’Amministrazione comunale di chiarire pubblicamente le ragioni dei ritardi, indicando tempi e soluzioni per il ripristino dei servizi. «Il welfare – conclude il Direttivo – si governa con programmazione, trasparenza e responsabilità, non con proroghe e rinvii».


