Enza Fezza e Lello De Prisco si contendono al ballottaggio la guida di Pagani. Il vincitore tolga la stanchezza e lo sfinimento che avvolge la città
Pagani al ballottaggio: una contrapposizione netta tra due visioni di città, due modi distinti ed antitetici di vivere la partecipazione politica. Ma Raffaele “Lello” De Prisco ed Enza Fezza hanno in comune più di quanto si possa pensare: entrambi giovani, entrambi professionisti stimati e validi senza per questo essere “notabili”, ambedue con una militanza politica alle spalle e fortemente motivati, combattivi. Per dirla con Luciano De Crescenzo, individui d’amore: appassionati e coinvolgenti.

Entrambi sono soprattutto, paganesi veraci ed innamorati di Pagani. Una città che, un anno dopo, richiama al voto tutte le forze sane, dalle esperienze politiche classiche alle nuove esperienze di movimento, al mondo del sociale, delle professioni, delle aziende, della società civile, della scuola e della cultura.
Una città in ginocchio, economicamente, socialmente, culturalmente ma popolata da gente onesta, laboriosa e generosa che non merita di essere assimilata al declino generalizzato. Gli ultimi accadimenti rischiano di decretarne la morte, perché si aggiungono ad una crisi strutturale che dipende da fattori esterni, regionali, nazionali; c’è una crisi endogena dovuta alle difficoltà mostrate dalla classe politica nel saperle affrontare. Problemi vecchi che si sommano ai nuovi.
Senza primogeniture e prevaricazioni di sorta, si chiede a tutti, futuri amministratori in primis, di mettere in campo le energie migliori, di praticare discontinuità e rigore morale, di rimanere al servizio di un percorso reale di partecipazione democratica e rinascita civile. L’attuale situazione che Pagani sta vivendo va affrontata di petto e con il linguaggio semplice della verità, senza personalismi, né linguaggio esasperato o arroganza. Occorrerà, nei prossimi anni, far leva sulla volontà della politica ufficiale, della borghesia e dell’intellighenzia che storicamente ha animato la comunità. L’appello, perciò, è ad un voto razionale e responsabile. Non altro.
La città liguorina avrà bisogno di un governo autorevole, scevro da condizionamenti, composto da persone serie, capaci e competenti. Un governo capace di ridare dignità e senso al tessuto cittadino, ponendosi come interlocutore vero tra la popolazione, i suoi bisogni e la macchina amministrativa e istituzionale. Sia chiaro, risalire in tempi brevi sarà difficile. Chi verrà dopo questi complessi anni dovrà accostarsi ad una missione impossibile con tutta l’umiltà possibile. Che sia De Prisco o Fezza non farà differenza. Basta che tolgano di dosso alla loro amata città quel senso di stanchezza e sfinimento che avvolge e prende alla gola.

