Il consiglio comunale di Nocera Inferiore ha bocciato la proposta di sei consiglieri su Villa dei Fiori, “manca il parere dei tecnici”
Il consiglio comunale di Nocera Inferiore ha rigettato la delibera, proposta da sei consiglieri, di approvare la modifica del Put (Piano urbanistico territoriale) e consentire la rimodulazione e l’ampliamento degli spazi della casa di cura Villa dei Fiori. Undici consiglieri hanno detto no, cinque i voti favorevoli. I motivi che hanno spinto la maggioranza a decretare la bocciatura sono di natura tecnica in quanto l’ufficio tecnico comunale ha richiesto all’azienda ulteriori documenti per completare la pratica.

Dopo la lettura della relazione dell’assessore Mario Prisco, il sindaco Manlio Torquato ha detto che la vicenda è estremamente complessa sia dal punto di vista tecnico che giuridico e che non va “strumentalizzata per motivi politici preelettorali”. “La nostra attività amministrativa – ha sottolineato il sindaco – si è sempre caratterizzata per impegno e imparzialità. Si esce facilmente da questa vicenda, se l’azienda Angrisani ritiene che siamo in errore ci denunci, altrimenti produca l’integrazione documentale richiesta dagli uffici. Per noi il rispetto della legge resta l’unica linea da seguire”.
I consiglieri di maggioranza Paolo De Maio e Luciano Passero, nella dichiarazione di voto, hanno confermato il loro no sostenendo che è “necessario tenere conto del parere dei tecnici”. Identica posizione del consigliere di opposizione Tonia Lanzetta che ha invitato i colleghi “a rispettare i ruoli tra quello tecnico e quello politico”. Di tutt’altro parere i sei consiglieri comunali che avevano portato in aula, con una loro esplicita richiesta, la vertenza Villa dei Fiori.
“C’è un evidente corto circuito – ha detto Gennaro Della Mura – perché nel 2017 la Giunta Torquato aveva riconosciuto il pubblico interesse dell’intervento, mentre oggi non si decide perché mancano dei documenti, è paradossale”. Vincenzo Stile aveva invitato i suoi colleghi consiglieri “ad avere coraggio”. Nel suo intervento Nello Rosati ha auspicato una soluzione che “vada oltre i cavilli tecnici”. Per Gianfranco Trotta l’amministrazione deve “individuare al più presto una soluzione”, mentre Pasquale D’Acunzi ha sottolineato che è “prevalsa ancora una volta la volontà di prendersi in giro”.

La replica
Il comitato dei lavoratori di Villa dei Fiori ha espresso delusione e sconcerto in un comunicato emesso subito dopo il consiglio. “Non entriamo ora nel merito di ciò che è stato detto in consiglio dove sono state ripetute cose che avevamo già dimostrato essere false – si legge nella nota stampa – diciamo solo che ciò che abbiamo visto oggi, e che un consigliere ha definito ‘un teatrino, un festival della burocrazia e dell’inefficienza’, è un atto di prepotenza che ci scandalizza e che colpisce le nostre vite, il nostro lavoro e i servizi per i cittadini. Con questa bocciatura oggi 4 febbraio 2022, tutto resta ancora fermo. Dopo sette anni. Di fronte alla delibera proposta da sei consiglieri il consiglio comunale si tira indietro, si rifiuta di decidere, rinuncia al proprio ruolo. Lo fa appellandosi al parere di un tecnico comunale che contraddice i pareri dei tecnici prima di lui, della giunta e della Conferenza dei servizi. Lo fa dicendo che il Tar avrebbe disposto la consegna di altri documenti. Non è vero. Il Tar il 27 gennaio ha invitato l’amministrazione a procedere alla effettiva valutazione dell’istanza in consiglio comunale entro il 22 marzo e Villa dei Fiori a fornire eventuali ulteriori chiarimenti (non documenti) in relazione alle ultime richieste dell’amministrazione, ovvero fare quello che ha sempre rifiutato di fare: confrontarsi. Sono mesi e anni che chiediamo un incontro. Lo hanno chiesto 1600 cittadini, lo hanno chiesto 200 lavoratori, l’ultima richiesta di Villa dei Fiori risale al 2/12/21. Niente da fare! Basti pensare che dopo aver consegnato le risposte alle richieste fatte dal Comune il 28 ottobre dello scorso anno, per ben tre volte, il 12, 19, 29 novembre, l’architetto di Villa dei Fiori si è recato dal dirigente del Comune, per sapere se servivano altri chiarimenti e quando la pratica sarebbe stata trasferita al consiglio comunale. L’unica risposta che ha ottenuto l’architetto dal dirigente, che sistematicamente ha cercato di evitare il confronto, è stata non mi dica niente architetto, non mi dica niente…. Oggi sono andati in consiglio solo per ripetere le stesse cose. Dopo 7 anni, a procedimento perfetto e concluso con la Conferenza dei Servizi del 2017, pretenderebbero altri documenti. Il Tar si è espresso il 27 gennaio. Avrebbero potuto convocarci il giorno dopo e prima del consiglio. Non lo hanno fatto. Perché? Perché hanno deciso che questo lavoro non s’ha da fare. Punto e basta. In fondo al sindaco mancano solo settanta giorni e avrà ottenuto quello che voleva. Il resto di niente”.


