Il progetto di un possibile retroporto nell’area industriale della città continua a far discutere e il dibattito si anima
Il progetto del retroporto di Salerno nell’area industriale di Fosso Imperatore a Nocera Inferiore non è nuovo. Già negli anni passati, quando Andrea Annunziata era il presidente dell’Autorità portuale, si iniziò a parlare di un’area da adibire a zona per la logistica e la movimentazione delle merci in partenza e in arrivo allo scalo salernitano. L’argomento è tornato alla ribalta. Oggi il progetto retroporto non è soltanto un argomento politico ma anche oggetto di programma elettorale.
L’amministrazione comunale si è mossa compatta contro il piano. Prima è intervenuto l’assessore alle attività produttive Antonio Franza, ritenendola “una soluzione che non genera reali e concrete opportunità di sviluppo territoriale, infruttuosa in termini di nuova occupazione”. Poi il sindaco Manlio Torquato che reputa “un rischio destinare l’area industriale a snodo di logistica commerciale” e reputa “fondamentale e necessario lo sviluppo delle aree industriali sia di Fosso Imperatore sia di Casarzano“. Di quest’ultima, inoltre, sono partiti i lavori.
Torquato, “sul retroporto non cambio idea”.

Il sindaco Torquato, sul tema, ha voluto ricostruire la genesi del progetto. “La proposta di un’area dedicata alla logistica commerciale – ha spiegato il primo cittadino – risale al 2011, quando ad avanzarla fu il candidato di centrodestra, avversata da me, dal candidato di centrosinistra e dalla sinistra”. Le ragioni contrarie, “erano note – ha precisato Torquato. – Compromettere il nostro suolo industriale con una ‘invasione’ di mezzi pesanti e container al servizio del porto di Salerno era doppiamente dannoso, ambientalmente ed economicamente. Molti camion e poca occupazione”.
Non ha cambiato idea Torquato che ha voluto ribadire, ancora una volta, il suo no. “Come stiamo già messi – ha poi precisato – non ce lo possiamo permettere. Così come ogni altra scelta analoga, seppure di compromesso e con un nome diverso (non basta cambiare la parola “retroporto” per fare scomparire il pericolo), è da respingere”.
Antonio Romano, “retroporto, sono contrario”.

Anche il candidato sindaco Antonio Romano si oppone al progetto del retroporto con un secco “no, grazie” e invita alla chiarezza. “nelle scorse settimane – ha aggiunto – si è tenuto un incontro dove si è parlato delle Zes (Zone economiche speciali) nel corso del quale si è introdotto il problema del retroporto, tanto caro a chi oggi sostiene il candidato De Maio”.
“Sarebbe una sciagura – ha precisato Romano – se parte delle nostre terre venissero destinate a stoccaggio dei container che transitano nel porto di Salerno. Consumo di suolo sottratto all’agricoltura ed alle piccole e medie aziende artigiane e industriali del territorio. Traffico di autocarri con ulteriore aggravamento della situazione della mobilità, già drammatica nelle nostre zone, e della qualità dell’aria che respiriamo. Nessuna ricaduta occupazionale per la città”.


