Novità tra ragù alla napoletana, genovese e pomodoro San Marzano per provare a casa i sapori della dispensa targata Flame
di Nello Ferrigno
Un laboratorio dove il coraggio, la determinazione e le competenze sono gli ingredienti giusti. Flame, il locale di Nocera Inferiore che in un solo anno è riuscito a ritagliarsi un suo spazio nel panorama della ristorazione, ora guarda a nuovi obiettivi. È la conferma della vivacità e dinamicità di Livio Montesarchio, anima di Flame.
Sono tante le novità in agenda. Ma attenzione, nessun stravolgimento sull’identità data al ristorante ma la convinzione di offrire di più e meglio strizzando l’occhio al territorio e alle peculiarità di una cucina, nello stesso tempo, tipica e innovativa. È il mood che muove Livio anche ad osare e sperimentare nel rispetto della tradizione.



Non solo carne, panini (tra i migliori che sono in circolazione), pizza in pala, taglieri: arriva la “dispensa di Flame”. Sono sughi in vetro “buoni e pronti” che a breve appariranno sugli scaffali del ristorante e che il cliente, magari dopo averli assaggiati, può acquistarli e ritrovare a casa lo stesso sapore provato da Flame. C’è la “genovese” e il “ragù napoletano”, salse realizzate nel pieno rispetto della tradizione campana e conservate in barattoli di vetro. Ma c’è anche il pomodoro San Marzano dop con tanto di loghi sulla confezione della Denominazione di origine protetta e del Consorzio Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese Nocerino.
LA DOMENICA A PRANZO DA FLAME
L’arrivo di questi tre prodotti anticipano un’altra novità, l’apertura di Flame la domenica a pranzo. “Vogliamo ricreare – ha spiegato Montesarchio – l’atmosfera e i sapori che si vivevano durante il pranzo domenicale, magari dalla nonna che preparava il ragù oppure la genovese, abitudini che fanno parte della nostra storia e che i ritmi della vita moderna ci hanno fatto dimenticare”.
“Non vogliamo essere uno dei tanti – ribadisce Montesarchio – per questo siamo alla costante ricerca di prodotti di qualità. Vogliamo offrire alle persone che ci scelgono piatti della tradizione ma con un pizzico di nuovo, qualcuno dice fusion, noi preferiamo dire Flame. È la nostra identità, il nostro marchio, il nostro Dna”.


