Il giallo della scuola primaria di Casali inaugurata dopo due anni di cantiere: la minoranza consiliare presenta un accesso agli atti
Una scuola finalmente restituita alla comunità, ma con un interrogativo che, secondo l’opposizione, non ha ancora trovato risposta: dov’è finita la centrale termica? A porre la questione sono i consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Ciancio, Pina Polichetti, Giovanni Adinolfi e Luisa Trezza, che a quasi un mese dalla riconsegna della scuola primaria di Casali chiedono chiarimenti all’Amministrazione comunale di Roccapiemonte. Il plesso è stato inaugurato lo scorso 11 settembre, dopo oltre due anni di lavori.
Al centro della vicenda c’è l’impianto di riscaldamento: la centrale termica, acquistata dal Comune nel 2023 per circa 35mila euro, era stata smontata per consentire l’esecuzione degli interventi e avrebbe dovuto essere reinstallata al termine del cantiere. Oggi, sostengono i consiglieri, non risulta essere stata rimontata e, per quanto a loro conoscenza, non sarebbe neppure nella disponibilità della scuola.
«Come è possibile che dopo più di due anni di lavori, al momento dell’inaugurazione, nessuno abbia verificato la presenza e il corretto funzionamento di un impianto del valore di circa 35mila euro?», si domandano i consiglieri. Sono trascorsi 27 giorni dall’inaugurazione e, affermano, non è ancora arrivata «una spiegazione chiara e documentata». I quattro esponenti dell’opposizione riferiscono di aver già chiesto delucidazioni al sindaco Carmine Pagano, ricevendo però risposte ritenute insufficienti. Da qui la decisione di presentare una formale richiesta di accesso agli atti.
Tra le informazioni che i consiglieri intendono acquisire: dove sia stata custodita la centrale durante i lavori, chi ne abbia disposto lo smontaggio, quali indicazioni siano state date per il successivo riposizionamento, a chi sia spettata la responsabilità della custodia e quale sia, oggi, la destinazione dell’impianto.
I consiglieri precisano inoltre di non voler formulare accuse prima dell’accertamento dei fatti né di volersi sostituire agli organi competenti, ai quali spetterà verificare eventuali responsabilità anche attraverso la denuncia che l’opposizione sta presentando. «Trattandosi di un bene acquistato con denaro pubblico, i cittadini hanno il diritto di sapere cosa sia successo», sottolineano. La conclusione della nota è affidata a una battuta: «La scuola è tornata, ma la caldaia no. E adesso qualcuno dovrà spiegare ai cittadini dove sia finita».


