Marco Albani ha scritto al nuovo presidente del tribunale di Nocera. “I bambini non sono pacchi postali”. La sua storia di genitore diviso
Consentire ad un bambino, figlio di genitori separati, di poter vedere mamma e papà. “Anche perché i tempi della giustizia non sono quelli dei più piccoli”. Lo ha scritto Marco Albani in rappresentanza dell’associazione che raggruppa numerosi padri separati costretti, per un motivo o un altro, a fare i conti con dolorose vicende che impediscono loro di vedere con una certa frequenza i loro figli.
Albani ha inviato una lettera aperta al nuovo presidente del tribunale di Nocera, Sergio Robustella, raccontando la sua complessa storia che diventa esempio per le tante altre odissee.
Dal giugno scorso ha deciso di non vedere il suo bambino che vive con la madre perché non gli viene consentito di vivere la bigenitorialità, “diritto sacrosanto riconosciuto dalla legge”, scrive Albani. E’ in attesa della sentenza definitiva di separazione, l’ultima udienza si è tenuta il 26 giugno scorso. Il 13 settembre sono scaduti i termini ed è in attesa ancora la sentenza.

“Da quel 26 giugno – scrive Albani – ho deciso di non incontrare più mio figlio solo ed esclusivamente per non ledere al suo equilibrio già molto fragile, perché nessun bambino merita di essere un pacco postale, che viene trasportato per poche ore da una casa all’altra, tanto più che mio figlio è un bambino che ogni giorno fa spostamenti a causa del suo percorso terapeutico”.
“Continuando ad accettare tali condizioni avrei inciso negativamente sul suo equilibrio psico-fisico. Il diritto di frequentazione imposto dal giudice era diventato per modi e tempi lesivo dell’interesse del minore, quindi con molta sofferenza ho deciso di attendere la sentenza definitiva”.
Albani si è rivolto al presidente del tribunale di Nocera “affinchè si faccia carico di questa situazione e si adoperi per le sue competenze per l’emanazione della sentenza finale, che mi auguro stabilisca il principio della bigenitorialità. In caso contrario, ma per ora voglio pensare ad una conclusione positiva della vicenda, mi rivolgerò alla Corte di Appello di Salerno, e sono pronto anche ad andare negli ulteriori gradi di giudizio.

