L’ex sindaco Torquato interviene sulla vicenda del retroporto nell’area industriale di Fosso Imperatore. E pone anche la questione ambientale
La questione retroporto di Salerno nell’area industriale di Fosso Imperatore è anche ambientale. Lo ha ricordato, in un’articolata nota, l’ex sindaco Manlio Torquato che analizza la vicenda anche all’indomani di una dichiarazione dell’ex presidente di Confindustria Salerno, Mauro Maccauro e di un intervento a un convegno del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
Per Torquato “sulla questione retroporto o area logistica commerciale a Nocera e nell’Agro c’è ancora poca chiarezza”. E prende come spunto le diverse rassicurazioni dell’amministrazione De Maio “che non ci sarà alcun retroporto” anche se De Luca in un convegno “la smentisce”. Ma per Torquato il problema potrebbe essere il Masterplan, lo strumento di rilancio varato a favore del territorio dell’Agro nocerino sarnese dalla Regione. L’ex sindaco loda anche l’idea di Maccauro di “una regia unificata delle aree industriali dell’Agro, che “rientra un poco in quella idea di unificazione territoriale creata con la Conferenza dei sindaci dei Comuni dell’Agro che lanciammo e istituimmo più di due anni fa e che riprende vigore col Masterplan”.
“Il punto però – precisa l’ex sindaco – è essere vigili su cosa ciò potrebbe comportare da parte della Regione, vista la contraddittorietà delle parole di De Luca sul punto: non solo di virtuoso, per lo sviluppo economico di un Agro troppo frammentato su troppi fronti, a dispetto di azioni importanti realizzate in questi anni Comune per Comune come le bonifiche fognarie alle aree Pip”.
“L’attenzione da tenere però – sottolinea Torquato – è che una logistica retroportuale di Salerno da collocare nell’Agro non sia distribuita quota parte tra tutte le varie aree industriali del comprensorio, magari ad unica regia gestionale. Sarebbe come far entrare dalla finestra ciò che, ci si assicura, non entrerà dalla porta in un singolo comune. E sarebbe un danno lo stesso per un’area piccola popolosa e conurbata ma con poche infrastrutture stradali, già inquinata, e con un trasporto su rotaie che la taglia fuori dalle linee veloci. Significherebbe portarci mezzi pesanti da e per Salerno porto. Basti ricordare cosa ci siamo dovuti inventare in questi anni tra ordinanze e divieti ai mezzi pesanti, rotatorie, ciclabili e piano di mobilità pur di limitare a stento i danni. Sono convinto che non era certo questo il messaggio di Maccauro, anzi”.

“Ma il problema retroporto – rilancia Torquato – da sempre avversato dalla classe politica cittadina più avvertita, civica o di sinistra e in parte (assai minore) anche di destra, diventa così simbolico di un più fondamentale impegno sulla tutela ambientale dell’Agro, obiettivo peraltro dichiarato dallo stesso Masterplan regionale, e suoni come sveglia a prescindere della difesa ambientale e territoriale, che lo vogliano scongiurare per davvero o no. Dopo la barriera autostradale, dopo il taglio delle corse ferroviarie veloci, dopo il continuo rinvio delle opere contro il rischio idrogeologico, che annualmente ci affligge, che han fatto di un territorio poco consapevole di sé il retrovia se non il retroporto della provincia salernitana, è l’ora che l’Agro squilli la propria tromba perché , come dice un proverbio americano, nessuno la squillerà per noi”.


