Dall’altare della Materdomini l’appello del vescovo Giudice “accogliamo i giovani con l’amore materno di Maria”
di Christian Geniale
“Dal prossimo anno il pellegrinaggio nella notte sarà il pellegrinaggio diocesano dei giovani”. Lo ha annunciato il vescovo della diocesi Nocera Sarno, Giuseppe Giudice, che ha presieduto all’alba di questa mattina, nella piazza vicino alla basilica dedicata alla Vergine Bruna di Nocera Superiore, la celebrazione eucaristica del novenario in onore della Materdomini. Un’omelia dove il prelato ha voluto soffermarsi sulla maternità e il legame con i giovani, tenendo come punto fermo l’esempio di Maria che “insegna ad accompagnare”.
Imparare ad accompagnare “così come Maria ha accompagnato i nostri giovani – ha aggiunto il vescovo -raccolti a Lisbona da Papa Francesco, evento che la stampa non si è accorta, ma vuole soltanto soffermarsi su cronaca o scandali, dedicando pagine e pagine, facendo spettacolo e degradando l’uomo. La stampa ha paura dei giovani e di una giovinezza che sta crescendo nella semplicità. I giovani non accettano più il fariseismo e la politica del profitto, sono semplici e sinceri, da accompagnare con amore materno perché sono il nostro futuro e il nostro presente”.

Il vescovo si è poi soffermato sul mistero di Dio che ha scelto Maria per costruire la sua casa, “Materdomini, madre di Dio e madre nostra, che diventa casa del Creatore”. “Si è madri – ha detto monsignor Giudice durante l’omelia – quando nella sofferenza si genera un figlio. Ai piedi della Croce la maternità di Maria è estesa a tutti gli uomini, anche a quelli che lo rifiutano, anche a quelli che non lo sanno, anche a quelli che sbattono la porta in faccia a una madre o che la uccidono, in questo tempo confuso che calpesta l’uomo, la persona, la dignità dell’essere umano”.
“Maria è come nel cenacolo con i discepoli – ha spiegato il vescovo – raccoglie tutti. Quante mamme hanno questo carisma di raccogliere i figli dopo il momento della dispersione, della difficoltà, della malattia, quando tanti figli si sono persi nei sentieri del nulla e della morte, una madre è sempre lì anche se un figlio gli ha potuto sbattere una porta in faccia, una madre accoglie sempre. Come Maria accoglie i suoi figli perché non si disperdano nelle ombre del mondo”. E poi un’osservazione proprio sull’accoglienza. “Come accompagniamo le nostre comunità – ha aggiunto – con quale stile, accompagniamo le persone o con i nostri atteggiamenti li allontaniamo? Maria ci insegna ad avere un amore fraterno, che soffre, piange, perdona e attende”.


